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	<title>Gelateria al Termine dell&#039;Universo &#187; gelati</title>
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	<description>non dimenticate l’asciugamano</description>
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		<title>L&#8217;ultimo gelato di A. ed E.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 20:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zio fragola e limone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gelateria]]></category>
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		<category><![CDATA[gelati]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapevano entrambi cosa sarebbe successo, eppure rimanevano seduti a quel tavolino. E. si raccontava, parlava dolcemente a occhi bassi e ogni tanto rigirava il cucchiaino nel gelato, disegnando morbidi vortici e curve quasi immobili. A. aveva finito da un pezzo il suo cono e ora poteva guardarle le mani e il viso, incantato, mentre i suoi pensieri ripercorrevano le incredibili coincidenze che li avevano fatti incontrare proprio quel giorno.</p>
<p><em><br />
- Vuoi assaggiare un po&#8217; del mio?<br />
- Beh&#8230; grazie!<br />
</em> <br />
Conoscendosi, A. si stupiva di non avere il solito batticuore dettato dall&#8217;emozione, di non essere completamente sudato, di non essere ancora inciampato in una gaffe clamorosa o combinato altri disastri irreparabili. Perché con E. era impossibile sentirsi inadeguati: intuiva i pensieri di A., decifrava persino le sue frasi lasciate a metà, e soprattutto era sincera e sapeva raccontarsi con parole semplici e profonde. Com&#8217;è bella, e che gioia non essere costretto a recitare una parte, pensava A. tra sé e sé.</p>
<p><em><br />
- Ti andrebbe un gelato?<br />
- Volentieri!<br />
</em> <br />
E così si erano seduti, lei con la sua coppetta al gusto mela, lui con un cono fragola e limone (il suo gusto preferito fin da quando era piccolo). E a quel piccolo tavolino affacciato sulla strada avevano continuato i loro discorsi iniziati poco prima, alla fermata del tram, dove sarebbero potuti rimanere estranei per sempre. Ora invece condividevano sinceramente i loro pensieri più profondi, i dolori, le disillusioni e le speranze. Già, le speranze. Quelle che illuminano il futuro, così facile da immaginare adesso, eppure così impossibile.</p>
<p><em><br />
- Ti va di fare due passi?<br />
- D&#8217;accordo!<br />
</em> <br />
È successo proprio in quel momento. Il cielo che si tinge di uno strano colore, il vento che grida e assale alle spalle, l&#8217;orizzonte che comincia a deformarsi e franare, le colate di buio che inghiottono tutto, tutto, e niente ha più contorni né luce. Molto diverso da come l&#8217;avevano descritto.<br />
A. ed E. non hanno avuto nemmeno il tempo di guardarsi per l&#8217;ultima volta e sorridersi. Giusto un istante prima dell&#8217;irreparabile, le loro mani si sono sfiorate.<br />
<br />
Ora che tutto si è consumato, ora che niente esiste più, mi piace pensare che almeno un mucchietto di particelle di E. sia rimasto accanto a quelle di A. E un giorno, quando tutto tenterà di tornare al proprio posto, forse una parte di A. ed E. sarà ancora lì, insieme, per tentare di dare una forma, un senso a qualcosa, qualsiasi cosa purché sia degna di essere chiamata Vita.</p>
<p>
<br/><br/><a href="http://www.gelaterialterminedelluniverso.com/2008/09/lultimo-gelato-di-a-ed-e/">L&#8217;ultimo gelato di A. ed E.</a></p>
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