In questi tempi bui mi sa che qualcuno si è dimenticato l’asciugamano..
In questi tempi bui mi sa che qualcuno si è dimenticato l’asciugamano..
certo che adesso che almeno in teoria dovremmo essere in estate, un bel gelato (alla frutta per la padrona di casa, con poche calorie) dovremmo davvero farcelo tutti, non pensate? Magari ci potrebbe anche aiutare a dimenticare per un attimo tutto il resto dell’universo, che tanto poi ritornerà ma non dobbiamo trovarcelo sempre tra i piedi.
Scusate.
Lo so, sono giorni, settimane e mesi che qui sopra non scrivo più nulla.
E in questi giorni, mi sento ancora meno le forze per scrivere qualcosa, qualsiasi cosa, qua sopra.
È che in questi giorni, lontano dal termine dell’universo e vivendo nella nostra italietta, tra decreti legge assurdi, telegiornali inguardabili, affermazioni oscene di chi ci governa, non c’è gelato o nutella che tenga per avere un po’ di buon umore e sentirsi bene, anche solo psicologicamente.
Sì, mi piacerebbe poter andare da lei e portarle una coppetta della nostra gelateria. Ma se è in una condizione definita irreversibile, da ormai 17 anni, dubito che potrà gustarlo. E credo altresì che il volere della famiglia non sia quello di togliersi un peso di torno (sì, un certo nano ha avuto il coraggio di dirlo…), così come ci si toglie un sassolino incastrato nella suola delle scarpe.
Sono veramente senza parole.
E a parte il disgusto, il linkare, il reblogging, le discussioni offline, non so proprio che fare.
Perché a me sembra che qui, bene o male, tutti stiamo urlando e gridando la stessa cosa. Ma nessuno sembra volerci ascoltare. E faccio mia la frase di Fujiko. Ma se loro non le sentono, a me queste urla nel silenzio non danno tregua.
Come suggerito dal gusto puffo nei commenti a questo post, ci si potrebbe ritrovare tutti presso questa gelateria al civico 42 muniti di asciugamano, badge e farsi una bella foto tutti insieme.
E mangiare un gelato, naturalmente.
Si accettano suggerimenti sulla data; nel frattempo, se volete, potete prendere il vostro badge qui e stamparlo.
c’è nessuno?
Oh, è tutto spento qua; mica che invece di finire l’universo è finita l’internèt?
La Redazione, visto e considerato che c’è la possbilità che la fine del mondo arrivi a primavera, ha deciso che più siamo, più ci divertiamo.
Da oggi quindi sono riaperte le iscrizioni, sempre con la preghiera di utilizzare come nome utente un gusto di gelato, o che perlomeno contenga un riferimento a qualcosa di commestibile.
Partecipa numeroso.
Non ho mai capito come mai la maggior parte delle persone alla domanda:”Che gusti preferisci?” risponde con uno scontatissimo cioccolato-nocciola. Questo binomio è considerato di media caratura, o standard che dir si voglia, e questo teorema vale per quasi tuti i pianeti dell’universo. Ma allora come mai quei due gusti lì proprio non li posso vedere? Sarà per la voglia di distinguersi dagli altri? Per il fatto che mi piacciono quelli alla frutta? Sinceramente non saprei, ma quello che mi fa uscir di testa e il fatto che se piacciono a tutti perchè a me no? Qual è il mio problema? ok molti possono preferire altri gusti a quei due, ma a quanti, oltre a me, non piacciono proprio il gusto cioccolato e il medesimo alla nocciola? eppure non sono un Vogon, non capisco.. HELP!! (Meno male che nel retro della guida c’è scritto di Non farsi prendere dal Panico, se no ero già impazzito)
“Pubblicità” di sicuro, “progresso” non so quanto, ma già che ci siamo lo faccio anch’io.
È il mio gelataio di fiducia da oltre 20 anni, e non solo non è nella mia città, ma neppure nella regione in cui vivo. È di Venezia, città che non m’ha dato i natali, ma molte pasque, ferragosti e ponti di ognissanti (più raramente santambrogi barra madonne). Natali no, venivano su i nonni.
Neppure questo gelataio ha avuto i natali a Venezia: a natale chiude ed è romano, ma parla in Veneziano. Confusi? Questo è nulla.
La gelateria si trova in Calle Larga ai Bari, che detto così non dice nulla, ma è ad uno sputo dalla stazione. Ponte della stazione, dritto, destra, ponte di ferro, circumnavigare una chiesa dal lato sinistro e ci siete. Molto semplice, riconoscerete la gelateria da un cono di dimensioni umane. E comunque, nel caso, chiedete a chiunque della gelateria Alaska, o ancor meglio di Carlo Pistacchi. Giuro che si chiama così, e in zona lo conoscono quasi tutti. E anche non in zona.
Dicevamo, gelateria Alaska, e infatti i colori del cono (rosso giallo e verde) e il murales all’interno del microscopico locale (una fantastica isola verde) evocano ricordi che riguardano un fantastico posto tropicale: la Jamaica. “Cambiare nome alla gelateria non mi piaceva” vi spiegherà Carlo “ma io adoro la musica Reggae e preferisco la Jamaica”.
Il gelato. Quasi dimenticavo. Colori mai visti, pallidi. Il motivo? Niente coloranti, poco zucchero e solo latte e ingredienti naturali: per il resto fa tutto lui. Il gusto, a dispetto del colore, è spettacolare. Gusti standard, ma sopratutto gusti strani: 20 anni fa la carota, ora zenzero, cardamomo, rosa e the verde, tra gli altri. Frittomisto non ancora, ma sto cercando di convincerlo.
Il gelato è un oggetto affascinante e misterioso al tempo stesso. Il suo gusto e la sua bontà possono rasserenare lo spirito di chi è incavolato, e allo stesso modo può far sciogliere le remore di una donna nei confronti dell’amante. Molti scienziati stanno cercando di carpirne i segreti per trasformare il gelato nel nuovo combustibile, affondando per sempre la dipendenza dalla benzina per muoversi. In fondo se un gelato sostituisce a livello di calorie un pasto, figuratevi se si riuscisse a far andare la macchina a gelato. Vi immaginate la scena?
-” Scusi mi darebbe due coppette di Crema e Panna, più un pieno di Amarena?”
-”Certo signore; se vuole però abbiamo la nuova miscela verde in promozione al Pistacchio; per risparmiare ed andare più veloce”
E per noi sarebbe la manna dal cielo, poichè se qualcuno andasse al termine dell’universo, per poter tornare indietro dovrebbe per forza fare il pieno dalla Gelateria al termine dell’universo…
Il gelato fa bene. io ci camperei di gelato, davvero.
Ci pranzerei.
Poi magari ci cenerei.
Me lo spalmerei anche addosso, magari fa bene anche alla pelle. Tipo scrub , sul viso.
Lo mangierei con le mani, anche se rimane tutto appiccicaticcio.
Leccherei i bordi del cono, poi della coppetta e tutto il cucchiaino annesso e connesso.
Sono un fottuto zozzone, lo confesso.